Perche Artemide?

Artemide è l’archetipo della natura femminile indipendente che si pone un obbiettivo e lo raggiunge. Dea greca della caccia, della luna, della luce crescente che scaglia la sua freccia facendola partire dal cuore e mi piace pensare che parta da quel sentire, perché è nel cuore la vera essenza. Dea dei nuovi inizi, ci porta in contatto con la nostra vitalità, col nostro istinto, la nostra creatività, il nostro fuoco interiore.

Cosa si propone?

La finalità è l’armonia con il conseguente ben-essere dell’individuo nella sua totalità alla quale si può arrivare percorrendo strade diverse, adatte alle proprie caratteristiche, alla propria personalità, ai propri bisogni, alla propria unicità, accompagnati dal professionista e dalla tecnica che via via corrisponde meglio al momento presente.

 

Il salotto : Nel suo intento di promulgare la cultura della salute, organizza incontri periodici gratuiti con esperti nei vari settori del benessere. Per la condivisione del sapere e momenti di socialità.

 

La Freccia di Artemide mette a disposizione i propri ambienti a professionisti altamente qualificati e particolarmente sensibili per concorrere  insieme al benessere della persona. Offre i suoi spazi  anche a chi desidera organizzare convegni, cicli di conferenze per piccoli gruppi in confortevole ambiente informale.

Intervista con la dott. ssa Nada Bercè

di Agata Sciuto.

Sono comodamente seduta nella poltrona di colore bianco dello studio della dott.ssa Nada Bercè, in attesa di conoscerla. Mi guardo attorno e osservo con piacere che non è la solita sala d’aspetto di uno studio professionale, bensì è un salotto arredato elegantemente. Mi sento a mio agio. Mi guardo attorno e, piano piano, tutto prende forma. Lo sguardo si pone sul tavolino posto tra le poltrone dove sono impilate in bell’ordine riviste scientifiche. Mi fa piacere osservare che la dott.ssa Nada Bercè coccola i suoi ospiti con frutta secca, semi e dolciumi. Alle pareti quadri d’autore che raffigurano Artemide, circondata da animali, nell’atto di scagliare la freccia, marine e vecchie fotografie dei suoi avi (lo scoprirò dopo). Mi soffermo a guardare un bel ritratto del dr. E. Bach.

Nella sala si affacciano altre stanze le cui porte sono aperte. Do una sbirciatina: c’è una grande sala con un arazzo alla parete, grandi tappeti sul pavimento in legno, alcuni strumenti di fitness.

Nel corridoio alla mia sinistra si affacciano uno studiolo per i colloqui individuali, finemente arredato, la stanza dei massaggi e quella della cromoterapia.

Lo studio è “incastonato” in un bel palazzo inizio ottocento situato al centro del Borgo Teresiano della città di Trieste.

Arriva la dott.ssa Nada Bercè. Alta, dal corpo materno racchiuso in un abito di colore azzurro che esalta il colore dei suoi occhi anch’essi azzurri. Mi colpisce lo sguardo: diretto, luminoso e nel contempo profondo. Di quella profondità che solo chi sa leggere l’animo umano possiede. Mi accoglie con un ampio sorriso e una vigorosa stretta di mano.

Mi fa accomodare. La stanza della dott.ssa Bercè è caratterizzata da una grande libreria in cui sono disposte in bell’ordine un’infinità di boccettine che contengono i rimedi spirituali (mi spiega) come i fiori di Bach, e quelli Australiani, Californiani, Italiani, Francesi, Belgi, Alaskani, Orchidee e Cristalli Alaskani, Irlandesi, Cristal Mantra, per citarne alcuni. La mia attenzione viene catturata da una poltrona posta sotto la grande finestra. Durante l’intervista scoprirò che serve a rilassarsi e a “viaggiare” nelle diverse visualizzazioni guidati dalla psicologa. Alla parete una marina del pittore accademico Debenjak da un tocco di colore alla bianca parete. I colori del quadro sono ripresi dai fiori disposti sulla scrivania.

Dott.ssa Bercè, iniziamo la nostra chiacchierata

Mi interrompe subito invitandomi a chiamarla per nome… per abbattere le frontiere del formalismo e comunicare a pelle, mi spiega con un sorriso.

Nada, descriversi a volte risulta difficile, ma vorrei che ci provassi raccontandoti

Hai detto bene è difficile! Anche perché la nostra vita, fatta di emozioni, esperienze, gioie e dolori è racchiusa in uno scrigno le cui chiavi si custodiscono gelosamente, fosse solo per proteggersi da sguardi indiscreti o distratti.

Da bambina mi piaceva ascoltare i racconti degli adulti. Restavo rapita dalle loro storie di vita, amori, aspettative, risentimenti, beghe familiari. Da grande ho continuato ad ascoltare, decisa fermamente ad approfondire la conoscenza dell’animo umano nella relazione di aiuto. Mi sono laureata a Trieste e specializzata in Pedopsichiatria a Lubiana. Ho sposato uno psichiatria che ha contribuito maggiormente ad accrescere la mia conoscenza sul versante della patologia dell’animo umano. L’handicap di mio figlio e il servizio prestato in ambito sanitario hanno ulteriormente affinato l’ascolto attivo e contribuito alla mia crescita personale e professionale.

Non sei più al servizio dell’Azienda Sanitaria per la quale hai lavorato per decenni, che cosa è successo?

Negli ultimi anni, e soprattutto durante la malattia di mio marito, ho approfondito la conoscenza degli insegnamenti della dr. Gillian McKeith, della dr. Kousmine, del dr. Edward Bach, di Louise Hay, di Lise Bourbeau, di Osho e di altri studiosi che mi hanno introdotta in un mondo sempre più in stretta connessione con la parte più effimera ed inafferrabile dell’uomo: l’anima.

Questa consapevolezza è stata la molla che è scattata in me, che mi ha fatto chiudere una bella pagina della mia vita professionale per abbracciarne un’altra. Quella che vivo attualmente.

L’approccio spirituale oggi come viene vissuto dalla gente?

Da alcuni anni osservo nelle persone una crescente sensibilità su tutto ciò che afferisce alla sfera spirituale. C’è una maggiore consapevolezza nella richiesta di aiuto: la farmacologia da sola non è in grado di curare il disagio psicofisico che attanaglia uomini e donne nella nostra complessa società. Il mal-essere affonda le sue radici nel passato, in quel substrato che è l’essenza della vita stessa. Non è l’ES, è il DNA della nostra materia spirituale. E la gente lo sa. Ma il timore di essere definiti “diversi” costituisce ancora una barriera.

La richiesta di aiuto di cui sono testimone è una pretesa di approccio alla salute in termini olistici.

La tua esperienza in ambito pubblico cosa ti ha portato?

A conoscere la persona che ho di fronte e adeguarmi al suo linguaggio, alle sue radici culturali, ai suoi vissuti, alla sua emotività e alle sue credenze. Ho avuto modo di comprendere attraverso il disagio manifestato dalle tante persone che si sono affidate a me e al servizio di cui ero responsabile, che non esiste una risposta “preconfezionata” o un approccio scientifico specifico. Esiste solo una determinata risposta, che è unica ed è costruita sulla persona che ho di fronte. Quando ascolto una persona, do semplicemente voce alle sue emozioni, liberandole dalle esperienze di dolore che hanno intrappolato la sua evoluzione armonica sul piano psicofisico.

Hai chiamato il tuo studio “la Freccia di Artemide” perché?

La mitologia mi ha sempre affascinato e mi è sembrato naturale attingere da essa per caratterizzare il mio studio. Ovviamente non potevo che scegliere una Dea forte e coraggiosa qual è appunto Artemide, sorella di Apollo, dea greca della caccia, della luna, della luce crescente che ci mette in contatto con la nostra vitalità, col nostro istinto. Dea della creatività che attiva il nostro fuoco interiore mostrando, senza imporla, la direzione da prendere. E’ l’archetipo della natura femminile indipendente che si pone un obbiettivo e lo raggiunge. Protegge particolarmente donne e bambini. Adatta per nuovi inizi, per i parti nell’accezione più ampia del termine.

Abbiamo parlato del significato, parliamo adesso delle finalità e dei contenuti della “La freccia di Artemide”

Ogni individuo è un essere unico e irripetibile, per cui anche in caso di disarmonie uguali deve venir considerata la sua unicità. Lo studio “Freccia di Artemide Armonia e Benessere della dott.ssa Nada Bercè”, ha come finalità il ben-essere della persona nella sua totalità. Conseguo tale obiettivo avvalendomi di esperti professionisti che operano in diversi campi: dall’eredità incardinata nei geni della memoria emotiva, alle costellazioni famigliari; dall’iridologia alla naturopatia; dalla fitoterapia alla spagiria; dai massaggi tonificanti e rilassanti anti-stress alla riflessologia plantare e alle tecniche di sblocco delle energie; dallo shiatzu, all’agopuntura; dalla tecnica cranio sacrale al reiki; dal sat nam rasayan al training autogeno; dall’energia racchiusa nei cristalli a quella dei fiori di Bach, e molto altro ancora. E’ un luogo dove imparare a conoscersi e a dialogare con se stessi in termini propositivi e costruttivi. Un luogo dove apprendere che amarsi è un dovere verso noi stessi e la felicità un proprio diritto.

Perché e quando rivolgersi allo studio “Freccia di Artemide Armonia e Benessere della dott.ssa Nada Bercè

La persona che si rivolge allo studio è quella che non si accontenta di risposte preconfezionate ma chiede una risposta individuale, appropriata, costruita sulla sua pelle, che rispetti la sua specificità, le sue caratteristiche e i suoi bisogni.

Quando l’artista che è in ognuno di noi, crea il quadro della propria esistenza, dà propri contenuti e forme. A volte si ha nella mente una bella visione che è l’espressione stessa della nostra vita, di come vorremmo che si snodasse lungo l’arco della nostra esistenza terrena. Non sempre troviamo la forma e il colore giusto per esprimerla con forza e chiarezza. I miei colleghi ed io cerchiamo di dar vita e voce ai bisogni inespressi delle persone che si affidano a noi.

 

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Se desidera interpellare la dott.ssa Nada Bercè inserisca nello spazio sottostante la sua e-mail o il suo numero telefonico, sarà ricontattato nel minor tempo possibile.